L’abito da sposa

Evvai, ieri pomeriggio ho scelto l’abito da sposa!
E’ bellissimo (che lo dico a fare?) !
Mi fa effetto pensare che nei prossimi giorni il mio abito sarà in lavorazione!
A dire il vero mi sono mossa piuttosto presto, visto che abbiamo fissato la data del matrimonio per il prossimo Luglio, ma è meglio così.
Dunque. Confesso che io in certe cose sono pigra.
Per esempio i preparativi di un evento, come il matrimonio, mi mettono in crisi.
Ci sono tante persone, anzi donne, che girano giulive come trottole impazzite per mesi, felici di girare per giunta.
Io no, per niente.
E forse è meglio, così non si rischia QUESTO.

Quindi, preferendo non girare come una trottola per negozi, avevo deciso da tempo che sarei andata in una sola boutique specializzata, la cui proprietaria è lei stessa una sarta eccellente, quindi oltre ad avere varie collezioni di abiti pronti, se vuoi te li modificano secondo le tue esigenze (es: fare le maniche laddove c’era un corpino scollato o viceversa, etc), e se occorre te ne fanno pure uno su tuo disegno, o una foto che porti tu, o te ne disegnano uno loro secondo le indicazioni date da te.
Per giunta l’atelier sta pure a poca distanza da casa mia, fantastico.
Ecco, ho scelto senz’altro di rivolgermi lì, già pensando che il vestito probabilmente si sarebbe dovuto fare su disegno mio o loro.
Invece.
Innanzitutto sono stata accolta da Velia e Viviana, due persone gentilissime, a cui ho spiegato subito le mie (molte) esigenze.
Sicché mi hanno portata a vedere gli abiti, proponendomi per ognuno le modifiche secondo quel che avevo chiesto. Tanti, belli, ce n’era per tutti i gusti, di ogni colore e sfumatura e linea e stoffa…
Intanto, mentre loro tiravano fuori gli abiti e io spalancavo gli occhi, udivo alle mie spalle.. qualcuno che stava chiamando “psss, psss, ehi, pssss..”, con una certa insistenza.
‘Ma orsù, mi ha detto Velia, cominciamo a provarne qualcuno’!
Allora mentre Viviana mi stava chiedendo con quale volessi iniziare, sento un “ehi psss psssss!” più deciso e allora mi giro, per forza.
E vedo lui, era un abito che mi chiamava, appeso in un angolo e mezzo nascosto da un altro, mi chiamava perché era rimasto escluso, non me l’avevano fatto vedere, non ancora almeno.
Soprattutto mi chiamava perché diceva d’essere il mio vestito.
In effetti ho avuto una specie di colpo di fulmine.
Era decisamente l’abito più straordinario di tutto l’atelier.
A Viviana dico che vorrei provarmi quello lì, e Velia, che era uscita un attimo, quando rientra guarda sorpresa, ma anche contenta, che Viviana mi stava infilando in quel vestito lì.
Me lo adattano temporaneamente, perché è una taglia troppo grande per me, e nello specchio vedo una principessa dai lunghi capelli che sembra appena uscita da una fiaba. E’ lui, è lui il mio abito!
Loro pure sono raggianti e visibilmente soddisfatte, poiché io e quell’abito sembriamo fatti per stare insieme: ci esaltiamo a vicenda.
Il vestito è una loro creazione, ed è un modello alquanto singolare, fuori dal comune e stupendo insieme, una sorta di talentuoso virtuosismo sartoriale: forse pensavano che era l’abito più ‘difficile’ da ‘adottare’ per una sposa, rispetto a tutti gli altri.

“Caspita che sposa veloce” dice Viviana ridendo “la più veloce che abbiamo mai visto”, e in effetti ho scelto il primo e unico vestito che ho provato (dopo quello, non ho voluto metterne nessun altro)!

Non posso postare nessuna foto, per ora: sia perché non voglio correre il rischio che Alessio lo veda, sia perché ovviamente non ho fatto foto e il mio abito è all’atelier che ancora deve essere creato, e poi perché in internet, fra tanti vestiti da sposa, non ne ho visto nemmeno uno simile da portare come esempio;
come ho detto, non è un abito appartenente a qualche collezione, firma o azienda: lo hanno ideato loro della boutique, il mio vestito è una creatura dell’estro di Velia ed era stato realizzato da meno di una settimana, e perciò era appeso in un angolo in attesa di essere messo negli armadi!
Chi ama il proprio lavoro artigianale ha spesso questi impulsi creativi che portano a far nascere un oggetto che è un pezzo unico.

E se io l’appuntamento l’avessi preso per una settimana prima, per esempio, quel vestito lì non ci sarebbe ancora stato… vedi il Caso a volte…

E così, ecco. Prese tutte le mie misure, ora cominceranno a farmi l’abito ex novo su misura (poiché quello che ho provato ovviamente è il campione) e la prima prova sarà a Gennaio.

Dovrò trattenermi dal parlarne ad Alessio: gli ho detto che sarà veramente una sorpresa, nel senso che il vestito è sorprendente, ma spero che da qui al giorno delle nozze non mi scappi qualcosa di più: sarà dura.

6 thoughts on “L’abito da sposa

    • Vale, benvenuta!
      Sì sì, non voglio appartenere alla schiera delle spozille (carina la parola) isteriche, anche perché stavo quasi per esaurirmi… ma, visto il confine fra ‘ragionevole’ ed ‘esasperante’, parlandone insieme abbiamo deciso di salvaguardarci la salute e fare le cose con comodo…

      Per quanto riguarda i vestiti, però, devo dire che sono sempre stata fulminea nella scelta, anche riguardo l’abbigliamento normale: mi sa che quella è una stranezza mia ;)
      Grazie del passaggio!

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