i nuovi poveri e i soliti furbi

Le feste appena passate, ho avuto la gioia di trascorrerle con Alessio, e già questo lo considero un dono prezioso.

Ma per il resto, credo che quasi mai le festività siano trascorse in un clima preoccupante come quest’anno.
A dispetto delle solite luminarie natalizie, del solito look festoso dei negozi, non si è potuto fare a meno di guardare in faccia il baratro imminente, una situazione economica e sociale tragica e ingiusta.
Fra le immagini televisive di queste feste, restano quelle più inquietanti. Come quella di una delle ex operaie della Omsa intervistata in un servizio televisivo: una donna fra i 40 e i 50, separata e quindi SOLA, come molte sue colleghe, che da quest’anno non sarà più nemmeno cassaintegrata ma licenziata e disoccupata senza speranza, così come tantissime altre sue colleghe e coetanee, di cui le operaie della Omsa sono diventate emblema.
La donna esprimeva la consapevolezza che alla sua età non ci sono più speranze di lavorare, e lei (e certo tutte le altre persone in condizioni simili) questo natale non riusciva a sentirlo: è comprensibile, è il minimo, visto che davanti a sé non intravede alcun futuro (e quale futuro potrebbe vedere?).

Molti servizi dei media durante queste feste hanno dato voce a uomini e donne non più giovani che non hanno lavoro (e per il mondo del lavoro dopo i 35 anni si è  ’vecchi’!  Specie le donne), e tutti sono accomunati dal lento inesorabile scivolare nella depressione più nera, oltre che nella povertà.
La demotivazione porta all’insonnia, o ad alzarsi sempre più tardi o a “desiderare di non svegliarsi affatto”.
L’incertezza per il futuro, il non arrivare a fine mese, la mancanza di prospettive, o anzi spesso la certezza di “finire a vivere sotto un ponte” gettano in uno stato di indicibile prostrazione, da cui è quasi impossibile uscire come è impossibile uscire dalla spirale della povertà.

Senza togliere nulla a nessuna di queste persone, uomini o donne, mi ha molto colpita il rapporto di una indagine ISTAT di questo dicembre:
è molto alta la percentuale di donne separate o divorziate a rischio di povertà, un dato sensibilmente maggiore rispetto agli uomini separati o divorziati.
Le donne che maggiormente rischiano la povertà (quella vera) sono le donne sole, senza un uomo accanto.
Insomma, la solitudine aggrava inevitabilmente la condizione di povertà, e tanto più questo vale per le donne.
Molte di queste persone sono costrette ad appoggiarsi ai genitori, quando possono, anche a 40 o 50 anni, il che è estremamente umiliante, e comunque non sempre i genitori sono in grado di dare un appoggio.
Il rapporto ISTAT completo è QUI

Queste feste hanno mostrato poi l’altra faccia della medaglia, tanto clamorosa quanto è misconosciuta l’identità dei nuovi poveri: ci sono stati i famosi controlli fiscali a Cortina (QUI).
Pare che controlli fiscali ben fatti siano un toccasana per le finanze dei commercianti, infatti il giorno del controllo ha fatto registrare un notevole incremento di attività degli esercizi pubblici sia rispetto al giorno precedente sia rispetto allo stesso giorno dell’anno scorso.
Rispetto al 2010 gli incassi sono aumentati mediamente del 300 per cento!
Ma guarda un po’!
E spesso si trattava di aziende ed esercizi commerciali che piangevano miseria, dichiaravano bilanci in perdita, denunciavano redditi di molto inferiori alla realtà!
Molte cose sono state dette da tutte le parti su quel ‘blitz’, io ho da dirne solo una: per esperienza personale so che non solo i luoghi del turismo, o del turismo di lusso, praticano questo tipo di evasione, ma che questo è un fenomeno diffuso ovunque, e certi controlli andrebbero fatti metodicamente e pesantemente anche in cittadine ‘comuni’, non solo in quelle che hanno una certa fama.
Cortina deve essere un insegnamento su come vanno le cose DAPPERTUTTO, e io auspico che quel controllo sia solo il primo di una lunga serie dello stesso tipo in tutte le città italiane.

E dunque la morale è questa: che i piatti della bilancia sono terribilmente squilibrati, troppo lontani l’uno dall’altro.
Che da una parte i sempre più poveri non hanno appiglio alcuno, non possono sottrarsi a tasse e balzelli nemmeno se percepiscono 800 euro al mese, non riescono ad arrivare a fine mese, non hanno futuro, devono pregare di non ammalarsi perché perfino ogni impegnativa del medico costa 10 euro, quindi ormai anche esami del sangue, esami strumentali, visite in ospedale, per certe persone diventano un lusso che non ci si può permettere; etc, etc…
Dall’altra, ci sono i soliti furbi (e non furbi per merito) che possono nascondersi al fisco agevolmente, che lo fanno da anni, che sono difficilissimi da scoprire.
Che non risentiranno mai delle crisi economiche. Che non aiuteranno mai il paese. Che faranno aumentare il peso già grave sulle spalle dei più poveri, quelli facilmente controllabili perché dipendenti, pensionati, cassaintegrati…

Per fare un esempio pratico, gli addobbi floreali per matrimonio (una delle spese che incidono di più per gli sposi) costano da un minimo di 1000 -1200 euro in su, senza contare il bouquet (che ha un costo esagerato): ebbene, gli addobbi vengono eseguiti in un momento e pagati in un altro (di solito dopo), ovviamente non accade mai che gli sposi escano da un negozio con la merce (l’addobbo!?) e lo scontrino in mano.
Questo, va da sé, può permettere un’evasione addirittura totale sugli addobbi (e non solo quelli matrimoniali ovviamente) da parte di un fioraio, se vuole, e su cifre davvero grosse: ed è praticamente impossibile scoprirlo da parte del fisco.
Cortina docet, però non basta fare controlli clamorosi solo in posti del genere: vanno fatti a tappeto ovunque, anche nelle città più misconosciute, poiché le madri dei furbetti del quartiere sono innumerevoli e non smettono mai di partorire.

4 thoughts on “i nuovi poveri e i soliti furbi

  1. E pensa che c’e’ un discreto numero di politici che accusa i vertici della Guardia di Finanza per le operazioni di Cortina e Portofino… mi chiedo con che faccia si presenti in giro questa gente, tantopiu’ che sono gli stessi che sostengono che i loro 20000 euro lordi a mese sono pochi, poverini.
    E intanto c’e’ un numero sempre maggiore di persone che vanno sotto la soglia di sussistenza minima, e che si arrabattano come possono, e magari hanno una famiglia da mantenere.
    Spero proprio li peschino tutti questi furbetti, amor mio, e’ ora che comincino a pagare – e anche salato.
    Oh… dai che dal prossimo natale le passiamo da marito e moglie, le feste :)

  2. Ho visto ora in tv i cassaintegrati della fincantieri di Sestri P. intervistati sull’autobus che li stava portando a protestare a Roma: uno sui 45 anni diceva che era dovuto tornare a vivere coi genitori dicendo “non arrivo nemmeno alla prima settimana, altro che a fine mese”!

    Per l’anno che ci aspetta, e per le nostre future feste insieme, speriamo bene amore mio!

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